Lo squalo e la bambina
Milly Dowler aveva tredici anni quando scomparve, un pomeriggio mentre tornava da scuola, nel Surrey, in Inghilterra. Tutti riconoscono la sua foto a prima vista, una ragazzina sorridente che sembra un po’ più grande della sua età, perché cento poliziotti, gli elicotteri, le forze speciali la cercarono per settimane, invano. Era il marzo del 2002, il suo corpo sarebbe stato ritrovato – irriconoscibile – sei mesi dopo, il suo assassino sarebbe stato condannato all’ergastolo nove anni dopo, due settimane fa.
23 AGO 20

Ieri il volto di Milly era ancora sulle prime pagine dei quotidiani britannici, associato al nome di Rupert Murdoch, lo “squalo” dei media, il tycoon che possiede tv e giornali, tra cui il tabloid News of the World. Secondo un’inchiesta di Scotland Yard, un giornalista del tabloid a caccia di informazioni entrò nella segreteria telefonica della ragazzina, l’ha ascoltata, poi si è accorto che non c’era più spazio per altri messaggi e ne ha cancellati alcuni per accedere a eventuali nuovi messaggi. Quando allora i genitori di Milly si resero conto che la segreteria non era più piena, si riempirono di speranza: ci sta mandando un segnale, allora è viva.
News of the World è da tempo al centro di uno scandalo di intercettazioni pirata: alcuni giornalisti sono in prigione, un suo direttore, Andy Coulson, si è dimesso, poi è diventato capo della comunicazione dell’attuale premier, David Cameron, e ha dovuto dimettersi anche da lì, anche se dice di essere estraneo a tutta la vicenda. Fino a oggi, le intercettazioni riguardavano i vip, la casa reale, gli attori, i politici – insomma erano uno strumento per fare gossip miratissimo (la pressione da scoop dentro al tabloid era così forte che venivano assunti investigatori privati: proprio dagli appunti di uno di questi, Glenn Mulcaire, è venuta fuori la storia di Milly). Molti sapevano di queste intercettazioni ma tacevano: in un’inchiesta fatta da Vanity Fair americano, l’ex vicepremier laburista John Prescott ha raccontato che la connivenza tra media, politici, poliziotti e gossip era troppo stretta per essere spezzata (va ricordato che Prescott è finito in uno scandalo che gli è costato il matrimonio, e uno sputtanamento irreversibile perché riguardava le sue parti intime, pare piccolissime).
All’epoca in cui Milly fu rapita e uccisa, direttrice di News of the World era Rebekah Brooks, che ora è a capo di News International (la parte inglese di News Corp.) e che è anche una delle persone più vicine a Murdoch, sua consigliera e amica. Rebekah è una tostissima e odiatissima, una che è stata arrestata perché ha picchiato il marito, una che ha scalato l’impero murdochiano schiacciando teste con i tacchi. E Rebekah, dicono tutti, non poteva non sapere che cosa stesse accadendo: secondo il Guardian, era anzi la mandante. Lei ieri ha scritto una lettera ai colleghi per dire che non sapeva nulla, che sta collaborando con le autorità e che non ha intenzione di lasciare il suo incarico, come invece chiedono molti. Ma mentre gli inserzionisti tolgono la pubblicità, tutti pretendono chiarezza, anche il premier Cameron che deve levarsi di dosso l’immagine di murdochiano attento a difendere gli interessi di News Corp. Colpire Rebekah è come colpire Murdoch: la caccia allo squalo è cominciata.